In un self-service il cestello delle posate sfuse è uno dei punti dove passano più mani. Ognuno prende la sua forchetta, ma prima tocca le altre dieci.
Il kit imbustato risolve il problema alla radice: posate e tovagliolo chiusi insieme in una busta, che si apre solo al tavolo. In mensa ormai è lo standard. La domanda vera è quale kit scegliere, e la risposta dipende quasi sempre dal menu.
Perché il kit imbustato
Igiene. Ogni kit è chiuso singolarmente e nessuno tocca le posate di un altro. Nelle mense scolastiche e ospedaliere è la ragione principale.
Velocità. Al banco si distribuisce un pezzo solo invece di tre posate e un tovagliolo. Con 300 persone in fila in quaranta minuti, la differenza si sente.
Niente lavaggio. Le posate non passano in lavastoviglie e non vanno contate a fine servizio. Per chi non ha una cucina interna, come le mense servite da un centro cottura, spesso è l’unica soluzione possibile.
Il bis: forchetta e cucchiaio

Il bis posate contiene forchetta e cucchiaio in polipropilene trasparente, con un tovagliolo a doppio velo. La confezione è da 500 kit.
È il kit giusto quando il menu non richiede il coltello: primi asciutti e in brodo, risotti, secondi già porzionati a bocconi (polpette, spezzatino, pesce sfilettato), contorni, yogurt e macedonia.
Il tovagliolo a doppio velo è più spesso e assorbe di più, un dettaglio utile nelle mense aziendali dove il pasto è anche una pausa e ci si aspetta qualcosa di più curato.
Il tris: forchetta, coltello e cucchiaio

Il tris posate contiene forchetta, coltello e cucchiaio bianchi in PP, con un tovagliolo monovelo. Anche qui la confezione è da 500 kit.
Serve quando nel menu ci sono secondi da tagliare: fettine, cotolette, petti di pollo, frittate intere, formaggi a fette. Se il coltello compare due o tre volte a settimana, conviene usare il tris tutti i giorni invece di gestire due kit diversi.
È anche la scelta più sicura per catering ed eventi, dove il menu cambia ogni volta e non sempre si sa in anticipo cosa verrà servito.
Monovelo o doppio velo
Il monovelo è un foglio singolo: sottile, sufficiente per pulirsi le mani e la bocca durante un pasto veloce.
Il doppio velo è formato da due fogli sovrapposti. È più morbido, regge meglio l’umido e in genere ne basta uno per tutto il pasto, anche con piatti al sugo.
In una mensa scolastica il monovelo va benissimo, e dove servono più tovaglioli se ne tiene una scorta sfusa al banco. Nelle mense aziendali e nelle RSA il doppio velo riduce le richieste di tovaglioli extra.
Kit o buste portaposate?
C’è anche un’alternativa: posate proprie o sfuse, inserite in una busta portaposate di carta insieme a un tovagliolo.
Le buste portaposate hanno senso nei ristoranti, nelle trattorie e agli eventi, dove l’aspetto della tavola conta e si usano posate lavabili. In una mensa ad alto volume il kit già pronto fa risparmiare il tempo di imbustare a mano, che su centinaia di coperti al giorno diventa un’ora di lavoro.
Quanti kit ordinare

Qui il calcolo è il più semplice di tutta la mensa: un kit per ogni pasto servito.
Esempio: una mensa aziendale da 180 pasti al giorno, aperta 21 giorni al mese, consuma circa 3.780 kit al mese. Con confezioni da 500 sono 8 confezioni, a cui conviene aggiungerne una di margine per ospiti, secondi passaggi e kit rovinati.
Se in mensa convivono i due kit (bis nei giorni di primi e minestre, tris nei giorni di secondo da tagliare) conviene guardare il menu del mese e contare i giorni di ciascuno. È anche l’occasione per controllare che i piatti siano allineati: nell’articolo sui piatti monouso per mense trovate lo stesso metodo di calcolo.
In breve
Il bis basta se il menu non richiede il coltello, il tris serve se il secondo si taglia. Il doppio velo conviene dove si vuole un pasto più curato, il monovelo dove conta il volume. In tutti i casi si conta un kit per pasto più un margine del 10%.
I due kit sono nella sezione Forniture per mense su iembocart.com. Per forniture continuative potete scriverci su WhatsApp.